Lavori al via e Piano sanitario: doppia garanzia per Pergola

Sanità, parla Talè: «La salvaguardia dell’ospedale è nei fatti»

«GLI IMPORTANTI lavori che prenderanno il via il 4 marzo, accanto al riconoscimento esplicito nel nuovo Piano socio sanitario di presidio d’area disagiata dotato di pronto soccorso, rappresentano la miglior garanzia di salvaguardia per l’ospedale di Pergola, che è, e sarà sempre più, punto di riferimento dell’Area Vasta 1 insieme ad Urbino». Lo sostiene il consigliere regionale con delega alla sanità, Federico Talè, che dice basta agli allarmismi a mero scopo elettorale lanciati in più circostanze dall’amministrazione Baldelli Ma davvero si può credere che ci sia la volontà di smantellare una struttura nella quale s’investono 4 milioni e 300mila euro? E per la quale, unico caso nelle Marche oltre ad Amandola, è stata inserita una precisa tutela nel Piano sanitario? Le verità sull’ospedale di Pergola sono quelle suffragate da documenti e fatti inconfutabili Da una pane II Piano e dall’altra gli interventi in fase di decollo, che consegneranno alla gente della vallata e dell’entroterra una struttura completamente rinnovata, con sale operatorie all’avanguardia e coi più elevati standard di sicurezza». Talè entra nel dettaglio del lavori, che avranno una durata complessiva di due anni e «riguarderanno il miglioramento antisismico, la riqualificazione energetica e la manutenzione interna del locali. Dal punto di vista energetico si procederà con la coibentazione dell’involucro esterno e la sostituzione degli infissi I lavori di manutenzione interna si concretizzeranno, invece, nel rifacimento dei pavimenti, degli impianti e in opere di finitura. Accanto ad essi, come detto, l’adeguamento antisismico, che riguarderà tutti e tre i blocchi dell’ospedale, partendo dal primo, che ospita tra l’altro la camera mortuaria, e dal secondo, in cui è ubicata la sala operatoria». NONOSTANTE la consistenza degli interventi, l’attività sanitaria continuerà quasi per intera. «Durante questa prima fase – conferma Tale – tutte le attività del nosocomio saranno spostate nel terzo blocco, il più grande, per consentire la prosecuzione completa dei servizi, con l’unica eccezione della chirurgia, che sarà temporaneamente trasferita ad Urbino, per rendere possibile la messa a norma della sala operatoria e di quella endoscopica, che torneranno funzionali entro marzo 2020. Con una novità importante: gli attuali 4 chirurghi del re-parto diventeranno 6. In questi 12 mesi, per altro, sarà mantenuta in sede l’attività ambulatoriale e il supporto al punto di primo intervento, destinato a tornare pronto soccorso. E’ chiaro che qualche disagio durante i lavori potrà riscontrar-si, ma sarà fatto il possibile per limitarne la portata e tutelare l’utenza della struttura. L’attenzione nei confronti dell’entroterra – conclude – sarà una prerogativa costante del mio impegno in ambito sanitario e sociale e già la prossima settimana sarò a Cagli, all’ospedale di comunità»